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Il fosforo bianco: l'amico "Willy Pete".....

http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/fosforo.asp

Il fosforo bianco è un agente chimico che viene utilizzato negli ordigni definiti incendiari, come il napalm. È stato usato anche in Vietnam dagli Stati Uniti e da Saddam Hussein, negli anni '80, durante la guerra contro i Kurdi. Il suo uso è ammesso solo nei traccianti, fumogeni o negli inneschi delle bombe per la sua facilita' di combustione. Se però vi si ricorre in virtù della sua tossicità per colpire direttamente gli uomini o animali, allora va considerata come un'arma chimica.

È un elemento che brucia quando viene in contatto con l' ossigeno e consuma le molecole che lo contengono. Per questo è in grado di sciogliere le parti del corpo con cui viene in contatto, le più esposte sono le mucose.

Il fosoforo bianco è stato vietato fin dal 1906 nella composizione dei fiammiferi e sostituito dal fosforo rosso, perché elemento altamente tossico e velenoso, anche se solamente inalato o ingerito. Viene usato anche nei veleni per topi per provocare emorragie interne.

Come tutti gli ordigni incendiari è limitato l'uso solo per gli obiettivi militari. Ne è vietato invece l'uso dalla convenzione di Ginevra in zone dove sono a rischio i civili. Nel linguaggio militare viene chiamato con il soprannome "Willy Pete", le inziali di "White Phosphorus".


Alcune testimonianze sull'uso militare del fosforo bianco:
http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/mk77.asp

Vietnam, Conversazione con un pilota americano sulle "soddisfazioni" che dà il Napalm:
"Siamo certamente soddisfatti degli ingegneri di Dow. Il loro prodotto originario non era così cocente: se i musi gialli fossero stati veloci, l'avrebbero potuto grattar via. Così i ragazzi hanno cominciato ad aggiungere polistirene: ora si attacca come la merda alle suole. Ma poi se i musi gialli lo mettevano sotto l'acqua, smetteva di bruciare, così loro hanno cominciato ad aggiungerci Willie Peter (fosforo bianco), così da farlo bruciare meglio. Ora brucerà anche se messo sotto l'acqua. E basta una goccia, comincerà a bruciare giù fino alle ossa, così muoiono da avvelenamento da fosforo".
da "Ragioni di Stato" di Noam Chomsky (For Reasons Of State. New York: Pantheon Books, 1973)

Anche Saddam Hussein conosceva bene il fosforo bianco
L'operazione più devastante, compiuta nel marzo del 1988, non rientrava ufficialmente nella campagna "Anfal"; era infatti un'operazione militare della guerra Iraq-Iran, ed aveva come obiettivo una città di 45 mila abitanti, Halabja, situata al confine con l' Iran in territorio curdo-iracheno. La mattina del 16 marzo 1988 gli aerei iracheni colpirono a più riprese la cittadina con un cocktail micidiale di gas nervini: iprite, tabun, VX, napalm e fosforo bianco mai prima d'allora impiegati contro civili. Si stima che un numero di persone compreso tra 5000 e 7000 morì all'istante. Migliaia di sopravvissuti fuggirono tra le montagne alla volta dell'Iran. Gli iracheni continuarono ad usare armi chimiche contro i Kurdi il 26 e 27 agosto dello stesso anno, per colpire la gente che fuggiva: almeno 70 mila Kurdi avevano raggiunto i territori turchi per sottrarsi al crudele inseguimento delle truppe irachene. Vennero ancora usate contro i Kurdi le armi chimiche durante la Guerra del Golfo, nel 1991, quando si ebbe l'esodo di 2 milioni di Kurdi verso l'Iran e la Turchia: l'esodo più vasto dell'era contemporanea.
(fonte: ANSA)


"Willy Pete" in Cile, ma dopo Pinochet
I Prigionieri Politici de La Tablada, militanti del "Movimento Todos por la Patria" (MTP), che il 23 gennaio del 1989 assaltarono la caserma del 3° Reggimento di Fanteria de La Tablada, nel tentativo disperato di frenare i militari fascisti, meglio conosciuti come "carapintadas", che stavano preparando l'ennesimo golpe militare contro il debole governo Alfonsín.
In un eroico quanto diseguale combattimento, un gruppo di civili si scontrò contro 3600 effettivi della polizia e dell'esercito argentino. L'esercito argentino ricorse all'utilizzo di mezzi blindati ed al bombardamento della zona, con fosforo bianco (violando così la Convenzione di Ginevra, sottoscritta dallo stesso governo argentino). 28 furono i civili massacrati, 3 coloro che vennero fatti scomparire ed 11 gli uomini dell'esercito morti (la maggiorparte dei quali a conseguenza dei bombardamenti ordinati dai generali argentini).
(fonte: ANSA)


L' MK77, il nuovo napalm:
polysterene-like gel e 63 galloni di propellente per missili altamente incendiario

Il napalm e' un derivato dell'acido naftenico o naftonico e dell'acido palmitico ( che si trova nelle noci di cocco), ai quali vengono aggiunti sali di alluminio che vengono usati per formare un gel altamente infiammabile. E' usato per la formazione di bombe , mine e combustibile per lanciafiamme . La preparazione risale alla seconda guerra mondiale e il nome "napalm" deriva dalle iniziali dei due principali composti : "NA"ftenico e "PAL"mitico. L'MK77 e' l'evoluzione moderna del napalm, definita "a basso impatto ambientale" ma con le stesse tremende capacita' distruttive sulle persone. Nel momento dell'esposione si forma una gelatina plastica che raggiunge temperature altissime che si attacca sulle persone colpite. La nuove versione del Napalm contiene anche del Fosforo Bianco per aumentarne l'effetto corrosivo sulle vittime.

L'arma MK77 e sua evoluzione
Gli ordigni MK77 da 750lb, MK78 da 500lb ed MK79 da 1000lb, rappresentano l'evoluzione delle bombe al Napalm usate in Vietnam. Il loro effetto incendiario è micidiale, e non lascia scampo a chiunque si trovi nelle vicinanze dello scoppio.

SCHEDA TECNICA SULL' MK77
Scheda elaborata dal Dott. Domenico Leggiero, Ispettore CFE

Gli ordigni MK77 da 750lb, MK78 da 500lb ed MK79 da 1000lb, rappresentano l'evoluzione delle bombe al Napalm usate in Vietnam.
Il Napalm, miscela composta da benzene (21%), benzina (33%) e polistirolo (46%), viene sostituito dal fosforo bianco (WP), solido che può essere maneggiato in sicurezza soltanto in ambienti nei quali è dominato l'ossigeno (privi di ossigeno?N.d.R). Una volta asciutto, si brucia ferocemente in aria, producendo un fumo bianco denso. I frammenti di fosforo incendiato causano ustioni multiple, variabili per gravità, profondità e forma. Sul corpo delle persone colpite i frammenti continuano la combustione fino all'esaurimento totale dell'ossigeno presente nell'ambiente e nei tessuti, a meno che non si intervenga prontamente a soffocare la reazione chimica con fango o altre sostanze simili. Anche i vapori conseguenti alla combustione del fosforo bianco sono altamente tossici per l'uomo.
Il fosforo bianco viene utilizzato, in modeste quantità, sul campo di battaglia al fine di illuminare gli obiettivi presenti nel teatro di guerra o per coprire, in virtù dell'effetto fumogeno, gli spostamenti delle truppe.
Sulla base di queste considerazioni, l'uso del fosforo bianco contro uomini o animali va considerato come ricorso a un'arma chimica per la sua alta potenzialità offensiva, per la totale assenza di controllo degli obiettivi e, infine, a causa del suo effetto prolungato nel tempo. Ne è vietato l'uso in zone ove siano presenti civili.
Il filmato pubblicato in questo speciale di Rainews24 mostra la micidiale pioggia di fosforo bianco scatenata da elicotteri da combattimento su Fallujah; intorno alle aree colpite, per un raggio di circa 150-200 metri, si è innescata una reazione incendiaria a catena, colpendo i tessuti vivi e ricchi di ossigeno delle persone presenti e provocando un "effetto microonde" paragonabile agli ordigni a "effetto neutronico" (che lasciano integri gli edifici e uccidono gli esseri viventi).

OSSERVATORIO
Compartimento della Difesa
Isp. CFE Dott. Domenico Leggiero


In nome del petrolio
reportage di Sigfrido Ranucci http://www.rainews24.it/ran24/speciali/guerra_petrolio/#

"In nome del petrolio - la verità scomoda"
: è il titolo dell'inchiesta di Rainews24 sulla missione italiana in Iraq, andata in onda il 13 maggio 2005. Nel reportage è stato mostrato un dossier del governo, redatto sei mesi prima della guerra in Iraq, nel quale già si indicava Nassiriya come località strategica per l'Italia, rispetto ai nostri interessi petroliferi. Foto, filmati e testimonianze sull'attività del contingente italiano dimostrano come il motivo principale della nostra presenza a Nassiriya sia la protezione di oleodotti e raffinerie, in una zona ricchissima di giacimenti.


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