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Vittorio
Arrigoni e un video
, che può “accompagnare” il testo, di Stefano
Savona, ( ripeto per chi non lo sapesse che) “ il
regista Stefano Savona, prima telecamera europea a entrare nella
Striscia di Gaza, sta documentando il cessate il fuoco.
(22/01/2009)”. Per le notizie di altri morti “nostrani” un’occhiata a Baruda , che ci racconta una giornata di Guerra come tante di Casa Nostra e da cui ho tratto la vignetta di Altan. La Sorveglianza sui Corpi come da immagine che vedete sotto ce la racconta Femminismo a sud. Per quella sulle Menti, beh… sotto i bombardamenti dell’Informazione Manipolata, ci siamo noi e questi sono i dati di ascolto. ASCOLTI TV DI MERCOLEDI 28 GENNAIO 2009: TUTTI DA MARIA DE FILIPPI (23%), I PACCHI BATTONO STRISCIA. LA VITA IN DIRETTA AL 27%
Di seguito quindi Copio
integralmente le Altre Notizie da Gaza di Guerrilla
Radio e il Manifesto
di Femminismo a sud che sottotitola: Storie di egemonie
culturali e pretese uguaglianze. Dal margine: nel tempo in cui tutti
dicevano di avere capito! |
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Lorenzo
Cremonesi, inviato del Corriere della Sera, ha molto da insegnare alle
nuove leve del giornalismo,col
suo articolo pubblicato il 21 gennaio, pure troppo. Io che non ho mandanti se non una morbosa ricerca della verità, io che non sono un giornalista prefessionista, non scriverò mai per il corrierone, poco male, mi evito di intrattenere relazioni con redazioni che mi imboccano il pezzo, specie quando il boccone è così indigesto. Per la casacca che ha indossato durante tutto il massacro, con ricamata non la scritta PRESS ma bensì l’emblema della mezza luna rossa, dico a Cremonesi che le bugie hanno le gambe corte, in questo caso peggio, ce le hanno amputate. Anche io posso benissimo trovare persone disposte a dirmi che è stato Hamas e non l’esercito israeliano ha sterminare più di mille palestinesi, e vi assicuro che ve ne sono, specie fra coloro che mangiavano nel piatto ricco dai corrotti di Fatah e ora sono a dieta. Sta ad un serio ricercatore distinguere una fonte attendibile da un attentato all’informazione. Nessuna ambulanza durante questi 3 settimane di tragedia è stata utilizzata dai miliziani di Hamas e dai loro alleati della Jihad islamica. Ne sono assolutamente certo, perchè sulle ambulanze c’eravamo io e i miei compagni dell’ISM. Su quella ambulanze abbiamo rischiato la pelle, e un nostro amico paramedico, Arafa, ci è rimasto. 14 paramedici sono stati uccisi. I soldati israeliani sparavano alle ambulanze certi di quello che facevano, ovvero uccidere civili. Non abbiamo mai concesso ad un solo membro dell’Almukawama, la resistenza palestinese, di salire a bordo di uno dei nostri mezzi. Quelli che ci provavano, venivavano spintonati giù, anche quando (ed è accaduto ) il guerrigliero era il marito di una donna che portavamo di corsa in una clinica a partorire. All’ospedale Al Quds sono tutti di Fatah. lo sanno pure i muri (le pareti infatti sono tapezzate di Arafat. Neanche una icona di Ahmed Yassin), così come allo Shifa. Al Awada di Jabilia invece parteggiano quasi tutti per il Fronte Popolare. E’ una impresa trovare personale medico pro-Hamas lungo tutta la Striscia, prova è che quando Fatah chiamò allo sciopero generale, incrociarono le braccia l’80% dei dottori. Se la resistenza avesse utilizzato gli ospedali come postazioni per combattere i medici li avrebbero fatti evaucare subito, rifiutandosi immediatamente di curare i feriti. Un atteggiamento come quello descritto da Cremonesi nel suo pezzo equivarrebbe ad un suicidio politico per Hamas, e Hamas non vuole suicidarsi, non ha fretta di andare in paradiso, è un movimento ben radicato sulla terra, che desidera ampliare i suoi consensi, quantomeno non disperderli. Scudi umani? A Tal el Hawa durante il massacro io c’ero, e nella zona abita il mio migliore amico, Abu Nader. Suo padre e i suoi amici in effetti sono stati usati come scudi umani, ma non da Hamas, bensì dai soldati israeliani che giravano casa per casa a caccia di combattenti (lo hanno già fatto in passato, è una prassi: http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1524 ). |
Il conto delle vittime è possibile dimunisca di qualche decina di unità,
come è possibile che invece aumenti. Nel raccogliere i dati che poi riportavo
nelle mie corrispondenze da questo inferno non aspettavo certo l’imboccata
di Hamas, come non accetterai mai l’imboccata di un giornale quando impone
che si scriva contro il movimento radicale islamista per porre in secondo
piano l’aberrante massacro appena accaduto. Le mie fonti erano le stesse
utilizzate dai giornalisti palestinesi e dagli attivisti per i diritti umani
locali: fonti ospedaliere indipendenti. Se poi i morti saranno anche cento in
meno, non mi metterò a stappare bottiglie di champagne ne derubricherò
questo massacro come meno efferato. Al momento ci pensa l’esercito
israeliano a smentire Lorenzo Cremonesi: un suo portavoce ha
infatti dichiarato al Jerusalem Post che le vittime palestinesi
dell’offensiva “Piombo Fuso” su Gaza sono circa 1.300. 5 giornalisti
palestinesi sono stati uccisi durante i bombardamenti, diversi i feriti.
Distrutta la sede della televisione Al Aqsa, il palazzo al centro di Gaza City
che ospita Reuters CNN e Al Jazeera più volte attaccato.
Si dice che la verità è la prima a morire durante una guerra.
C’è qualcuno in via Solferino che si cimenta nella profanazione del suo
cadavere.
Restiamo umani.
Vik
(PS. un sentito, caldo, palpitante, grazie!, dal mio
sanguinante cuore malconcio a tutti coloro che una donato una somma in
sostegno ai diritti umani dei palestinesi che coi compagni dell’ISM ci
sforziamo di salvaguardare)
Vittorio Arrigoni in Gaza
Blog: http://guerrillaradio.iobloggo.com/
Contatto e donazioni: guerrillaingaza@gmail.com
telefono: 00972(0)59
8378945
siti della missione: http://www.freegaza.org/ e
www.palsolidarity.org
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Doriana Goracci