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A
scuola
A gennaio sono andata a Roma per partecipare alla Manifestazione contro
il crudele comportamento di Israele verso il popolo palestinese. Prima
di andarci avevo riflettuto molto su tutto ciò ed è vero che Israele
ha sofferto tanto per lo sterminio da parte dei tedeschi ma ciò non
giustifica il suo comportamento violento contro la Palestina. C’è
anche il fatto che i giovani palestinesi si uccidono con le bombe
causando la morte di chi gli è vicino e questo i telegiornali lo
dicono. Fanno di tutto per accusarli ma nessuno si chiede il perchè lo
facciano; credo profondamente che abbiano un motivo valido per tutto ciò.
Infatti dopo tante ricerche sono arrivata a questa conclusione: se in
quel paese non ci fossero state le guerre e i soldati che girano per le
città davanti ai bambini, se solo ci fosse stato l’opposto, cioè una
vita normale anche con qualche difficoltà, come c’è sempre
stata chiaramente, sarebbe stato meglio.
Poi mi sono chiesta e vorrei domandarlo ad altre persone che conoscono
la situazione e che purtroppo sono poche, proprio perchè i telegiornali
dicono tutto ciò che sentono senza ragionare sul discorso e senza porsi
delle domande come in questo caso sarebbero utili a capire il problema
dei palestinesi. La domanda posta a me stessa è cosa faranno quei
bambini da grandi? Vissuti sempre in mezzo alle guerre, in mezzo alla
morte, in mezzo alla violenza, odio e sangue che scorre ormai da anni.
Anzi cosa pretendete che facciano questi bambini?
Io non credo che abbiano molte scelte ma
solo combattere, suicidarsi ed odiare, questo che già di per sè è
brutto.
Se ciò che i buddisti pensano è vero, cioè che dopo la morte esiste
un’altra vita spero solo che i bambini palestinesi e tanti altri
bambini che a causa dell’ignoranza degli uomini muoiono, possano
vivere meglio.
Insomma quella sera è stata molto significativa per me, perchè ho
conosciuto più da vicino il popolo palestinese che come tanti altri
paesi soffre, per esempio come il popolo kurdo, il mio popolo.
Con loro ho sofferto e ricordato la situazione kurda e gridato NO alle
guerre e alle violenze in corso in ogni parte del mondo.
Beritan Gulmez
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