Cercando,
fra le nostre fonti, maggiori informazioni sui detenuti Talibani a Cuba,
ci siamo imbattuti in testimonianze varie, ma altrettanto gravi e impossibili
da ignorare, che hanno spinto noi e altre persone impegnante nella lotta
per i diritti umani, a chiederci: "Stanno meglio i detenuti Talibani
a Cuba o i detenuti nelle carceri USA?", da qui il nostro titolo.
Ulteriori riflessioni ci hanno portato alla conclusione che tali confronti
sono sterili e capziosi; qualsiasi persona ha diritto ad essere trattata
con umanità e rispetto, e qualsiasi detenuto, indipendentemente
dalle sue colpe, deve essere trattato con giustizia. Nessuno merita
trattamenti lesivi della sua salute mentale e fisica, siano essi voluti,
o frutto di una cattiva e distratta amministrazione carceraria. Poi
perché fare dei confronti in un sistema che è già
abbastanza spietato e che se non ti ammazza subito ti obbliga a riconquistarti
la vita pezzo dopo pezzo? Se io sono così "fortunato"
da stare rinchiuso in una cella con una finestra per cui ho il "privilegio"
di capire quando è giorno e quando è notte, merito meno
aiuto di te che non hai nemmeno quello? Sì, l'iniziezione letale
non mi ucciderà, avrò tutto il tempo di perdere lentamente
il mio equilibrio mentale, o forse non lo perderò, ma lo squallore
allucinante in cui vivo è per questo più sopportabile?
Mi mancheranno meno i miei cari se li posso toccare, rispetto a chi
è costretto a guardarli da un vetro? Devo ringraziare perché
l'orrore che altri subiscono al 100% io lo subisco solo al 80 o al 90%?
|
"Attendetevi
che i fiumi scorrano all'incontrario, allo stesso modo che un
uomo nato libero sia contento di essere rinchiuso entro limiti
precisi, senza la libertà di andare dove vuole".
Hein-mot Too-ya-la-kekt (Capo Giuseppe), Numipu (Nez Percé)
Da "Aforismi degli Indiani d'America"
a cura di Walter Pedrotti,
Demetra Editrice - Giugno 2000
|
Secondo
la Convenzione di Ginevra (1949) i prigionieri di guerra vanno trattati
in modo rispettoso dei loro diritti, cosa che non riguarda i detenuti
comuni, infatti gli USA hanno risposto alle critiche sul trattamento
dei detenuti Talebani a Guantanamo - Cuba (al momento in cui scriviamo,
fine Febbraio, sono saliti a più di 200), sostenendo che loro
non sono prigionieri di guerra ma solo terroristi.
Uno dei presunti terroristi attualmente incarcerati in USA (1147 al
7.11.01 N.B. articolo in Archivio
2000-2001) è Shakir Baloch. Riportiamo, con ritardo
e per questo ci scusiamo, le ultime notizie su di lui inviateci dall'OCAP
(Ontario Coalition Against Poverty - Coalizione dell'Ontario Contro
La Povertà)
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Da: Ontario Coalition Against Poverty ocap@tao.ca
A: announce@ocap.ca
Data: Martedì, 18.12.2001
Ogg: Aggiornamento su Shakir
Baloch: Le guardie sbeffeggiano i detenuti con accuse sull'attentato
dell'11 Settembre.
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* Shakir rivela le terribili condizioni
di detenzione.
* Emergono ulteriori retroscena
sul caso di Shakir.
* Il Consolato Canadese a New
York City si mette in moto dietro ulteriori pubbliche pressioni dei
territori USA confinanti col Canada.
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Dopo gli attentati al World Trade Centre, Shakir Baloch si trovava
a New York City durante uno dei suoi frequenti soggiorni negli USA,
dove periodicamente lavora e studia. Il 20 Settembre è stato
arrestato e da allora è tenuto in condizioni tremende in un
centro di detenzione a Brooklyn. Non si è saputo dove fosse
per ben sei settimane dopo l'arresto, quando gli è stato permesso
di fare due telefonate: una ai suoi amici di New York per far sapere
loro che era vivo, e un'altra che lui pensava fosse all'Associazione
di Assistenza Legale (Legal Aide), ma che è stata intercettata
dalle guardie del carcere per cui non è stata registrata sulla
segreteria del'Associazione e non è stata seguita da nessun
aiuto legale.
Shakir Baloch, a cui è stata concessa
la cittadinanza Canadese nel 1994, è un medico professionista
abilitato in Pakistan che ha lavorato con gli indigenti e in numerosi
ospedali nell'ambito del sistema sanitario di assistenza sociale Pakistano.
Shakir ha passato circa 10 anni cercando di ottenere la stessa abilitazione
in Nord America, lavorando per una compagnia di limousine per guadagnare
un po' più di denaro.
Ha uno stretto rapporto con sua figlia 14 enne a cui è stato
diagnosticato il diabete nel 1997, e con cui non è riuscito a
comunicare per quasi tre mesi.
Dove si trovasse realmente Shakir, è
rimasto un mistero per la sua famiglia e i suoi amici finché
sua moglie e un legale non sono riusciti a rompere il muro di omertà
eretto dal Governo Americano e dai Servizi per l'Immigrazione e la Naturalizzazione.
E' accusato di ingresso illegale negli USA, ma è tenuto con altri
in condizioni che sono ben lontane dallo "standard" dei detenuti
immigrati.
Shakir e gli altri carcerati sono tenuti in celle di 2X2, con la luce
accesa 24 ore su 24. Sottoposti nudi a perquisizioni approfondite e
ammanettati e incatenati braccia e gambe ogni volta che escono dalle
celle per vedere i loro legali o altro.
Shakir, a cui è stata negata qualsiasi
cura medica per settimane, ha descritto il trattamento delle guardie,
che sbeffegiano i detenuti per il loro credo religioso, come umiliante
e offensivo. Inoltre non è possibile ottenere risposte sincere
quando viene chiesto se i pasti contengano o no carne di maiale, per
cui i detenuti non vogliono mangiare.
Shakir, che descrive i suoi compagni di
detenzione per il 90% dell'Asia del Sud, o di discendenza Araba, ha
raccontato al suo legale che gli uomini vengono ripetutamente scherniti
dagli addetti del carcere per il loro presunto coinvolgimento negli
attacchi terroristici dell'11 Settembre. Sono stati interrogati per
otto settimane dall'FBI, e gli investigatori volevano sapere se i detenuti
"conoscessero qualcuno coinvolto" negli attacchi terroristici.
Shakir ha detto che almeno due detenuti hanno tentato il suicidio, uno
sbattendo la testa contro il muro, l'altro cercando di impiccarsi con
un lenzuolo. Shakir si ritiene "sorpreso" perché: "Siamo
esseri umani, non criminali."
Dopo pubbliche pressioni nate nei territori
USA confinanti col Canada, il Ministero degli Affari Esteri e il Consolato
Canadese si sono interessati per cercare di smuovere il caso di Shakir,
per ottenere un'udienza e ottenere la sua estradizione in Canada, mettendo
così fine a quasi tre mesi di detenzione. Ma le autorità
Americane sostengono di stare ancora investigando su Shakir per cui
lui rimane in carcere.
I dettagli di questo aggiornamento sono
stati forniti dall'avvocato di Shakir a New York, dopo l'incontro avvenuto
Domenica 16 Dicembre 2001.
Non esitate a contattare l'OCAP per ulteriori
informazioni
(Tel: +1/416 925 6939 e-mail: ocap@tao.ca)
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Altre amenità sul trattamento dei detenuti in USA, di cui peraltro
già sapevamo grazie al nostro amico Karl, ci vengono segnalate
da Karin Lau dell'OCADP (Oklahoma Coalition Against Death Penalty -
Coalizione dell''Oklahoma Per L'Abolizione Della Pena Di Morte), tramite
la lista COALIT.
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Data: Martedì, 5.2.2002
Da: Karin Lau karin@ocadp.org
A: [listacoalit] http://it.groups.yahoo.com/group/listacoalit
Ogg: Carceri. Molte carceri Americane sono peggiori di quelle a Guantanamo
Bay (Reuters)
La
Senatrice della California Senator Diane Feinstein ha visto il carcere
all'aperto di Guantanamo Bay dove gli USA tengono 158 (ora più
di 200. N.d.T.) detenuti Talebani e di Al Qaeda in piccole gabbie. La
sua reazione:"Tanti detenuti USA stanno molto peggio".
Gli attivisti per i diritti umani sostengono che nonostante le proteste
Internazionali riguardo al trattamento che il governo USA riserva ai
prigionieri catturati in Afghanistan, le opinioni dei Democratici Californiani
hanno un senso.
"Preferirei essere a Guantanamo Bay che in un carcere dello Stato
dell'Illinois," ha detto Doug Cassel, direttore del Centro per
i Diritti Umani Internazionali della Northwestern University. "In
un normale carcere Statunitense c'è il pericolo molto serio di
venire stuprati o di essere obbligati a unirsi a una gang del cartello
della droga, o di dover pagare la protezione per non essere brutalizzati
e ridotti a ruolo di vittime."
Doug Cassel ha detto che non mette in questione lo status legale dei
prigionieri catturati, e se debbano usufruire dei diritti conferiti
loro dalla Convenzione di Ginevra. Cassel si riferisce puramente alle
condizioni fisiche in cui i prigionieri vengono tenuti. I guerriglieri
catturati vengono tenuti in piccole gabbie all'aperto, ma possono comunicare
l'un l'altro e possono usufruire dei servizi religiosi Mussulmani.
NON SENTIRE
MAI IL SOLE
Jamie Fellner dell'Human Rights
Watch, ha detto che in alcune così-dette carceri di "massima
sicurezza" negli Stati Uniti "i detenuti possono stare anni
senza mai sentire per una volta il sole sulla faccia".
La Senatrice Diane Feinstein, che ha detto di aver visitato le carceri
di diversi stati, oltre al suo, sostiene che le condizioni a Guantanamo
erano accettabili. "Sarò molto onesta con voi, preferirei
molto di più essere qui in una cella di 2 metri e mezzo, al vento,
che rinchiusa nel carcere di Folsom in California", ha detto. "Non
è una situazione egregia".
Marc Mauer del Sentencing Project, un gruppo d'appoggio di Washington,
ha detto che negli ultimi anni le carceri di 40 stati sono state messe
sotto la supervisione del tribunale per problemi di affollamento, problemi
sanitari e nutrizionali. Più di 20.000 detenuti negli Stati Uniti
vengono tenuti in carceri di "supermassima" sicurezza, dove
passano quasi tutto il loro tempo in isolamento, con contatti minimi
con altre persone, oltre le guardie.
I gruppi che lottano per i diritti umani sostengono che molti di questi
detenuti sono dei malati mentali, ma ottengono un trattamento minimo
o nullo e vengono tenuti in condizioni fatte apposta per esacerbare
il loro stato. Sono segregati, da soli, in celle spoglie e senza finestre
per 23 ore al giorno. I pasti gli vengono passati attraverso una fessura
nella porta metallica. Non possono vedere o parlare con nessun'altro
essere umano. Non possono telefonare o avere un contatto diretto con
chi li viene a visitare. Quando lasciano la cella per breve tempo, per
la doccia o solitari esercizi di ginnastica, si devono spogliare e permettere
una perquisizione visiva di ogni cavità del loro corpo. Hanno
le gambe incatenate, le braccia ammanettate e vengono scortati da due
guardie, una delle quali gli preme contro il corpo, per tutto il tragitto,
una pistola elettrica.
Dice un rapporto di Human Rights Watch: "Le condizioni di isolamento
impongono inutili sofferenze e umiliazioni. L'assenza di normali interazioni
umane, di adeguati stimoli mentali e di praticamente tutto ciò
che renda la vita sopportabile, è emotivamente, fisicamente e
psicologicamente distruttivo".
Craig Haney, uno psicologo dell'Università Californiana di Santa
Cruz, che ha visitato molte carceri di supermassima e ha portato la
sua testimonianza in tribunale, nel Dicembre 1988 visitò tre
carceri Texane e vide pozze di urina nelle celle e nei corridoi, e detenuti
sporchi di feci che urlavano e sbattevano la testa contro il muro.
LE CONDIZIONI
NEI BRACCI DELLA MORTE
Per una tendenza relativemente
nuova, diversi stati hanno cominciato a trasferire i loro detenuti dai
bracci della morte a carceri di supermassima. All'inizio di questo mese
un gruppo di detenuti del braccio del Mississippi hanno iniziato uno
sciopero della fame e hanno lanciato un appello di aiuto: "Quando
piove diverse celle della rampa 3 hanno infiltrazioni d'acqua, e anche
molte altre celle al piano di sotto. Questo obbliga gli uomini a dormire
sul pavimento per rimanere all'asciutto. In alcuni casi nemmeno questo
serve", dice la lettera.
"I gabinetti non sono installati adeguatamente. Quando uno nella
cella accanto tira lo sciaquone, gli escrementi arrivano al tuo gabinetto,"
hanno aggiunto. "Questo edificio (il 32-C) dove stiamo è
costantemente invaso da topi, ragni, ecc."
Un portavoce del Dipartimento di Correzione del Mississippi ha detto
che lo sciopero è fallito dopo una settimana. Non ha commentato
le lamentele dei detenuti ma ha detto che lo stato riconosce le proprie
responsabilità di legge riguardo alla custodia, cura e supervisione
dei detenuti.
Attualmente gli Stati Uniti tengono in segregazione 690 persone su 100.000,
e stanno sorpassando la Russia che detiene il secondo posto dietro il
Rwanda. La percentuale per il Canada nel 1995 era di 115 detenuti su
100.000; per la Germania e l'Italia era di 85.
Nel 1994, la docente in psicologia dell'Università del Sud Dakota,
Prof.essa Cindy Struckman-Johnson ha fatto delle indagini su 1793 detenuti
nelle carceri del Nebraska e ha scoperto che il 22 % degli uomini e
il 7% delle donne hanno denunciato di essere stati obbligati a subire
contatti sessuali di vario tipo. Più della metà ha detto
di essere stata vittima di stupro anale o vaginale.
Cindy Struckman-Johnson ha scoperto risultati simili durante un'indagine
effettuata nel 2000 sui carcerati di 7 stati del Midwest: il 10-12%
degli uomini che hanno risposto erano stati stuprati e 1/5 ha detto
di aver subito abusi sessuali da parte del personale del carcere.
Karin Lau OCADP karin@ocadp.org
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Un esempio della claustrofobica atmosfera da bunker delle carceri Americane
di massima sicurezza, come l'SMU II dove è segregato il nostro
amico Karl Guillen, e di alcuni bracci della morte, ce lo possono dare
le immagini qui sotto tratte proprio dal sito dell'OCADP http://www.ocadp.org
dove ne troverete altre (anche il testo di spiegazione delle immagini,
e la testimonianza del detenuto anonimo, sono tratti dal sito). Le foto
sono state fatte nella tristemente famosa Unità H, il braccio
della morte dello stato dell'Oklahoma. E' un unità che si sviluppa
quasi completamente sotto terra, un vero e proprio bunker oscuro (la
luminosità delle foto è data esclusivamente dal flash),
e la vita lì dentro è talmente dura che Amnesty International
ne ha condannato le condizioni in un rapporto che potete visionare
all'indirizzo http://web.amnesty.org/ai.nsf/Index/AMR510552001?OpenDocument&of=COUNTRIES/USA
sotto il titolo di, "Old Habits Die Hard: The Death Penalty in
Oklahoma - Le Vecchie Abitudini Sono Dure a Morire: La Pena Di Morte
In Oklahoma".
 |
Dentro
Le Celle (sinistra)
Nel 1994, alcuni
rappresentanti di Amnesty International visitarono l'Unità
H e pubblicarono un rapporto sulle condizioni dei detenuti nel braccio
della morte. Trovarono che "le condizioni in cui sono
confinati i detenuti dell'Unità H equivalgono a un trattamento
crudele, inumano e degradante, in violazione degli standard internazionali." Le
condizioni citate comprendono: isolamento prolungato in celle prive
di finestre, assenza di luce naturale e aria, isolamento, e assenza
di attività esterne (lavoro, attività sociale, ricreativa,
educativa). |
Il Cortile Per La Ricreazione (destra)
Il cortile per la ricreazione
in realtà non è un "cortile." E' una
scatola di cemento coperta con una rete metallica così fitta
che la pioggia ci passa a malapena, anche durante un acquazzone. I
detenuti non vedono mai un albero o un filo d'erba. Questo
è l'unico posto dove possono stare esposti a un po' di luce
diurna. |
 |
 |
La Sala Di Controllo (sinistra)
Questa è la sala di
controllo dove le guardie si rinchiudono a chiave durante il turno.
Dall'interno le guardie controllano l'apertura e chiusura delle
celle, monitorizzano tutti i corridoi e ascoltano le conversazioni
in ogni cella. Ma la guardia deve accendere l'altoparlante per ascoltare,
e a meno che questo non sia acceso, i detenuti non possono mettersi
in contatto con le guardie o chiamarle per chiedere aiuto durante
un'emergenza. I detenuti non sanno mai se l'altoparlante è
acceso. |
Oklahoma's Death Row H-Unit,
Oklahoma State Penitentiary McAlester, Oklahoma
(photos courtesy of Jan Skaggs) Copyright
2001, Oklahoma Coalition to Abolish the Death Penalty. All rights reserved.
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Quella
che segue è la descrizione di come è, per un detenuto,
l'arrivo e l'entrata nell'Unità H. Ci ha chiesto che la
sua idendità rimanesse anonima.
"Sì è stato veramente spaventoso quando sono arrivato
qui! Non è stato così male finché non sono
entrato dentro. Mi sono veramente preso paura quando ho cominciato
a camminare all'interno. Era come se stessi scendendo in un abisso,
sempre più in profondità! Siamo scesi qui dal reparto
vestiario, fin dentro l'Unità H, poi giù per il corridoio
per il cortile SW (Sud Ovest. N.d.T.). Siamo entrati nel cortile SW
poi nell'ala SW-3, e da lì fino a una minuscola cella.
Che voglio dire? Tutto si rimpiccioliva man mano che procedevo, finché
alla fine mi sono ritrovato qui seduto a mangiare i miei pasti a meno
di un metro dal gabinetto. Un minuto prima avevo il cielo sopra la testa
e la natura tutta attorno, e 5 minuti più tardi ero in una cella
minuscola affondata in una costruzione ricoperta di terra. Credevo di
essere pronto a qualsiasi cosa potesse essere, ma mi sbagliavo. Mi sbagliavo
totalmente!"
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Effettivamente ci chiediamo chi stia meglio
fra i detenuti a Cuba e quelli in USA, ma è nostra opinione che
il reale stato dei prigionieri Afghani sia molto peggiore di quanto
ancora si sappia. Se i detenuti comuni vengono trattati così,
è immaginabile con quale odio e violenza vengano trattati i detenuti
a Guantanamo e i detenuti Talibani in genere. Sappiamo che nel carcere
della base USA di Kandahar i detenuti sono stati torturati; alcuni sono
morti, altri sono stati rilasciati in Febbraio dopo che si sono rivelati
innocenti.
Chiudiamo questa pagina con un messaggio sui detenuti a Guantanamo apparso
nel Newsgroups:it.discussioni.pena-di-morte del 29.1.2002
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Da: lisaqwer@excite.it
Soggetto:Non faccio che piangere
Newsgroups:it.discussioni.pena-di-morte
Data: 2002-01-29 17:41:24 PST
Ragazzi, girando per il net abbiamo trovato su "Arab News"
la lettera di una madre. E' la madre di un ragazzino Talebano rinchiuso
a Guantanamo. Racconta che suo figlio studiava nella Madrasa, per imparare
a leggere e scrivere, l'unico modo per un ragazzino poverissimo. E le
Madrasa hanno spedito tutti i loro ragazzi a combattere, come carne
da macello.
Prima di partire aveva detto a sua madre: "Mamma se tu mi vuoi
bene Allah ti ascolterà, mi riporterà da te". Invece
l'hanno portato a Guantanamo nel primo volo, quello dei pericolosissimi.
I Pakistani, per fargli confessare non si sa cosa, gli hanno tagliato
due dita della mano. Poi i soldati Americani l'hanno torturato con la
corrente elettrica, gli hanno spaccato un ginocchio con una spranga,
l'hanno caricato ferito sull'aereo da cargo e spedito a Cuba. Là
terminerà i suoi giorni (se non lo giustizieranno) in una gabbia
come un animale.
Il terribile criminale non era mai stato in guerra prima e ha 16 anni!
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